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Il progetto affronta il tema del limite. La natura diversa dei limiti presenti nell’area dà l’opportunità di progettare evidenziando le differenze.
Il bordo non è punto finale ma punto di passaggio e di ibridazione; è una soglia di relazione e un segno forte, riconoscibile e tipico del paesaggio agrario/rurale: la cascina gioca proprio attraverso il suo perimetro, ermetico all’ esterno e più poroso all’interno, i rapporti tra l’intimità della sua corte e della vita che in essa si svolge e la campagna circostante.
Il limite è la suggestione che detta l’ubicazione del progetto nel lotto. Il borgo sostenibile di Figino si costruisce quindi lungo il bordo sud al confine con i campi. Si cre una “discontinuità continua” nel costruito, tra quartiere preesistente e borgo, che opera attraverso una sequenza di spazi aperti verdi ed attrezzati a supporto del nuovo e del vecchio. Gli spazi aperti sostengono la vita del borgo sostenibile, ma anche quella del tessuto esistente. Si dona riconoscibilità e dignità allo spazio “tra le cose”, rilievo e qualità ai luoghi di incontro, rendendoli percorribili e permeabili interponenedo il minimo di resistenza.
FIGINO:
IL BORGO SOSTENIBILE
competition
site: Figino
MILANO, ITALY
client: Polaris Investment Italia
dates: 2009
team: Pietro Antonio Manfredi Steam Srl - Beth Figueras
collaborators: Livia Del Gaudio